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Autorizzazione ordinaria

Autorizzazione paesaggistica online: come la gestisce un Parco

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In breve

L’autorizzazione paesaggistica ordinaria (art. 146 del D.Lgs. 42/2004) si chiede all’ente competente prima di intervenire su beni o aree tutelati. Online, il richiedente o il suo tecnico compila l’istanza, allega relazione paesaggistica ed elaborati, firma digitalmente un unico PDF e lo invia ricevendo la ricevuta via PEC. L’ufficio del Parco istruisce la pratica, acquisisce il parere della commissione per il paesaggio e quello vincolante della Soprintendenza, e rilascia l’autorizzazione o il diniego.

Quando serve

Serve per gli interventi che modificano lo stato dei luoghi o l’aspetto esteriore degli edifici in aree e immobili sottoposti a tutela paesaggistica. Non serve per gli interventi esclusi dall’art. 149 del Codice e dall’allegato A del D.P.R. 31/2017; per quelli di lieve entità elencati nell’allegato B si segue il procedimento semplificato.

Come si svolge il procedimento

Cosa cambia con la presentazione online

L’istanza arriva completa: il modulo guida tra richiedenti, eventuale procura, opere, particelle catastali, bollo e diritti di segreteria, e il portale genera un unico PDF da firmare. La firma viene verificata al caricamento, così l’ufficio non riceve file non firmati o con firme non qualificate. Tutte le istanze stanno in un elenco unico, con ricerca per foglio e mappale, Comune, tipo, stato e anno.

Come lo fa Parco Facile

  • Modulo a quadri per l’autorizzazione ordinaria, con la procura precompilata da firmare quando il richiedente si fa rappresentare.
  • Una pagina “Quando serve” spiega a cittadini e tecnici i casi di esclusione e di procedimento semplificato.
  • Documenti d’ufficio da modelli su carta intestata del Parco: richiesta di integrazioni, parere della commissione, richiesta di parere alla Soprintendenza con gli allegati, autorizzazione e diniego.
  • Ricevute e comunicazioni via PEC dalla casella del Parco; ogni operazione resta registrata con data, autore e impronta dei file.
  • Accesso con SPID e CIE già predisposto: si attiva quando il Parco aderisce ai due sistemi.

Cosa il portale non fa

  • Non dialoga in automatico con i sistemi della Soprintendenza: la richiesta di parere si prepara nel portale e si invia via PEC.
  • Non assegna il numero di protocollo: lo attribuisce il sistema del Parco alla PEC in arrivo.
  • Non calcola né segnala le scadenze del procedimento: l’elenco mostra da quanti giorni ogni istanza è aperta.
  • Senza l’adesione dell’ente l’accesso con SPID e CIE resta spento: si entra con nome utente e password, oppure si presenta senza registrazione.
  • Non integra pagoPA di serie: bollo e diritti si pagano con le modalità del Parco e si indicano nell’istanza. L’integrazione dipende dal provider pagoPA usato dal Parco: possiamo approfondirla insieme.
  • Non è un sistema di conservazione digitale a norma.

Domande frequenti

Chi può presentare l’istanza online?

Il proprietario, il possessore o il detentore dell’immobile, direttamente o tramite un tecnico con procura. La presentazione è possibile anche senza registrarsi al portale.

Quali documenti servono?

Di norma la relazione paesaggistica, gli elaborati di progetto e la documentazione fotografica; il Parco indica gli allegati richiesti per il suo territorio.

Quali firme sono accettate?

Le firme qualificate in formato CAdES (file .p7m) o PAdES, verificate al caricamento contro l’elenco ufficiale delle autorità di certificazione qualificate.

E se la Soprintendenza non risponde?

Trascorsi 60 giorni dalla trasmissione senza parere, l’ente decide comunque sulla domanda (art. 146, comma 9). Non si forma un silenzio-assenso sull’autorizzazione.

L’autorizzazione arriva via PEC?

Sì: l’ufficio la prepara nel portale e la invia via PEC al richiedente e ai tecnici indicati nell’istanza.

Riferimenti

Le guide riassumono le norme a scopo informativo e non sostituiscono il testo ufficiale né le indicazioni della Regione e dell’ente competente.

Ne parliamo nella call?

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